GP Melbourne: inizio bagnato inizio fortunato?

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Parte a Melbourne il grande circo della Formula 1 con le qualifiche sotto il segno del diluvio (ampiamente previsto dal meteo): un buon auspicio? Gli scaramantici penseranno di sì, specialmente i ferraristi a giudicare dal risultato delle rosse, che nell’unica sessione di qualifiche disputata si sono piazzate rispettivamente seconda (Alonso) e terza (Massa) mentre le Red Bull, finora imprendibili in condizioni di asciutto, sono rimaste relegate al dodicesimo (Vettel) e tredicesimo (Webber) posto. Ma la pioggia più che buoni propositi ha fatto avanzare dubbi e perplessità agli appassionati (tra cui il sottoscritto) per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione delle gare in situazioni difficili come questa.

Situazione difficile appunto, non impossibile : ricordate il Gran Premio di Monza del 2008 in cui un incredibile Vettel vinse sulla sua Toro Rosso? In confronto quella di oggi sembra una pioggerella di media intensità, forte certo, ma non così torrenziale da non permettere l’ingresso delle vetture in pista, tant’è che dopo tre giri, udite udite, molti piloti hanno montato sulle loro posto le gomme intermedie migliorando sensibilmente il proprio tempo in pista: da anni infatti tecnici e telecronisti di Formula 1 ci hanno decantato e fatto ammirare l’elevata capacità drenante degli pneumatici da bagnato delle monoposto, allora come è stato possibile che tutto questo sia avvenuto?

Le cause di questo rinvio, evento più che raro nei Gran Premi di Formula 1 degli ultimi decenni, è dovuto alle tante -troppe- incertezze a cui putroppo i commissari di gara ci hanno ormai ultimamente abituato e alle inutili toppe a cui si è dovuto ricorrere per salvare la faccia.

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Prima di tutto c’è da rilevare un problema legato al circuito, un circuito cittadino pieno di strisce di segnaletica che non sono state coperte da vernice antisdrucciolo in modo corretto: nei numerosi replay delle giravolte e testacoda delle monoposto almeno nell’80% dei casi si nota come poco prima che i piloti perdessero il controllo delle loro vetture gli pneumatici passano su queste striscie-bucce di banana: un pericolo evitabile ma ci può anche stare, altrimenti dove sarebbe il bello di girare in un circuito cittadino?

Un altro problema è sicuramente l’orario in cui si svolgono queste prove libere, farle così vicine al tramonto si è rivelato un problema, creando molte titubanze ai commissari che si sono visti costretti a rimandare al giorno successivo: un po’ più di coraggio li avrebbe fatti iniziare le qualifiche in modo regolare, visto che le previsioni meteo davano pioggia per tutta la giornata già dal mattino (come riferito da Domenicali in una intervista) e non li avrebbe fatti rimandare ulteriormente la Q2 e la Q3 visto che la Q1 si è rivelata tutto sommato una regolare qualifica “bagnata” con prevedibili annessi e connessi, inoltre nelle qualifiche successive sono presenti sempre meno vetture, a vantaggio della visibilità.

Ma poi il bello della pioggia non era proprio il vedere chi dei piloti è più coraggioso e capace ad affrontare le colonne d’acqua dei loro avversari e le curve innaffiate dai rivoli d’acqua piovani? Un pilota di Formula 1 sa benissimo valutare quando è opportuno alzare il piede, se sbaglia è fuori (come direbbe un noto ex direttore tecnico di scuderia con la passione per gli incidenti pilotati nei gran premi e gli yacht) .

Un dubbio serpeggia tra i complottisti e i tifosi della Rossa: vuoi scommettere che hanno rimandato le qualifiche proprio perché quei fulmini delle Red Bull sono andati in corto circuito in queste condizioni  e le si è volute aiutare per farle qualificare con condizioni molto più favorevoli alle loro esigenze? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Un’ultima nota: qualcuno mi sa spiegare cosa caspita sperano di ottenere gli addetti di pista usando scopettoni e mega-phon-scaccia-acqua? Credono davvero che spazzolando l’acqua o soffiandola via mentre piove a dirotto le pozzanghere si asciughino? Probabilmente era un modo per passare il tempo visto che non avevano niente di meglio da fare…

Rob

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