Malesia 2013: il Gran Premio dei veleni

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Un Gran Premio incredibile quello a Kuala Lumpur, all’insegna degli errori e delle incomprensioni all’interno delle scuderie. Partiamo dalla Ferrari di Alonso, uscita dopo il bacio dato al didietro della Red Bull di Vettel con l’alettone anteriore della sua monoposto: incredibile la scelta di far correre un altro giro ad Alonso, che dalla sua posizione non poteva percepire il reale danno della monoposto, mentre dal muretto bastava guardare le riprese televisive per capire che andava al più presto cambiato il musetto. La tattica di aspettare qualche giro non aveva molto senso, è vero che alonso sarebbe finito ultimo ma a inizio gara questo distacco non è uno svantaggio invalicabile, inoltre la pista della Malesia ha ben due rettilinei in cui utilizzare il kers e Fernando in pochi giri si sarebbe piazzato agilmente a metà gruppo se non più in alto… la vittoria era quasi certo non più ottenibile ma sicuramente con questa Ferrari si poteva puntare a un 5° o addirittura un podio (Alonso tra l’altro in queste situazioni si è dimostrato piuttosto fortunato).

Passando alla fase centrale della gara la parte più contorta ed emozionante è stata quella dei pit-stop: tra problemi di gomme che non si avvitano, meccanici accaldati che non sanno più che cosa prendere per avvitare quei maledetti bulloni e soprattutto l’incredibile svista di Hamilton che si ferma nel suo ormai ex-box di scuderia, scena che resterà per sempre nella storia della Formula 1 come tra le più esilaranti e incredibili (anche se la scena dell’anno scorso nell’ultimo Gp del Basile in cui Raikkonen rimane incastrato nella via di fuga e non sa più come tornare in pista resta secondo me la più divertente in assoluto).

Infine capitolo a parte spetta alla parte finale della gara, in cui abbiamo visto il litigio nelle scuderie di testa per stabilire le posizioni finali: una cosa incredibile alla seconda gara, ma la Formula 1 è uno sport di squadra prima che personale, gli interessi di scuderia sono sempre in primo piano rispetto a quelli dei singoli piloti, pertanto voto 0 in fatto di correttezza a Vettel (che ci ha fatto vedere la festa sul podio tra le più imbarazzanti e buie degli ultimi tempi), che per la foga di voler vincere ha superato Webber in un modo stupido e incosciente, dato che Mark andava a velocità “di crocera” per mantere gomme e benzina per la fine della gara (anche se comunque lascia perplessi l’insoddisfazione “limitata” della scuderia che comunque sembra gradire un Vettel davanti a Webber). In casa Mercedes invece abbiamo visto un maggiore gioco di squadra, anche se Rosberg sembra non aver gradito il non poter battagliare fino alla fine con il compagno di squadra.

Ma queste sono tutte questioni sportive, dal punto di vista tecnico abbiamo visto come ancora le gomme restino un’incognita e addirittura chi correva in gomme dure andava più veloce di chi girava sulle morbide, per cui la prossima tappa della Cina potrà riservarci altre sorprese e un podio non scontato: chi sarà il drago infuocato più veloce nella terra del Sol Levante?

 

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