Glamour Live Show – Milano 11 Giugno 2013

Ieri sera Milano si è tinta di Glamour (tanto per cambiare, dirà qualcuno). Ma alla fine della fiera i toni erano quanto mai sbiaditi. La vocazione principale di questa città è sentirsi cool, “fare la figa”, essere perennemente up-to-date quando si tratta di fashion buiz. In tutti i modi. E chi è nel settore ovviamente cavalca l’onda di quest’aspirazione, nutrita di belle velleità, ma spesso frustrata da risultati più o meno deludenti.

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Come deludente si è rivelato l’evento tenutosi ieri sera, a partire dalle 19 e “fino a notte inoltrata” (secondo quanto ci tiene a precisare Vogue.it) alla Caserma del Pane di Milano, via Vincenzo Monti 56.

Si chiamava Glamour Live Show e doveva servire a festeggiare i 20 anni “di onorata carriera” di Glamour, nota rivista patinata che da due decenni, appunto, pubblicizza, racconta, anticipa e segna il declino di tendenze e collezioni. Il fine di un evento “gratuito e aperto a tutti” , come sempre il nostro zelante Vogue ci tiene a ricordare, è chiaro: rendere la moda in tempi di crisi (o almeno l’ostensione della stessa) non più “balocco divertente” per socialité snob e addetti ai lavori (che poi andatelo a raccontare a chi durante le tanto osannate settimane delle sfilate con la moda ci lavora davvero, tentando dopo turni massacranti e settimane lavorative di 7 giorni di portare a casa la pagnotta!…) , ma spettacolo democratico per chiunque abbia voglia di passare una serata diversa e poi tirarsela il giorno dopo sul profilo facebook sentendosi per un momento Jo Squillo.

Fine lodevole, condiviso in questo con l’apripista della democratizzazione del “mondo moda” più che della moda in sé che è la VFNO che ogni anno, una sera dei primi di settembre, fa riversare nel quadrilatero della moda frotte di appassionati più o meno a caccia di gadget e foto con la starlette di turno brandendo con orgoglio il bicchierino di prosecco del discount scroccato da Vuitton o da Frankie Morello.

Fine lodevole, dicevo, se poi la sostanza non si rivelasse un pochino diversa rispetto alle aspettative.

Si parte male già all’ingresso. La fila di gente annoiata che si sventaglia con la preziosa mail ricevuta da questa o quell’altra addetta stampa è più o meno un cliché di qualunque evento social che abbia luogo tra i navigli e i bastioni, così come la quantità industriale di zeppe borchiate made in China, le gonnellone vintage in jersey rigorosamente abbinate con i capelli raccolti a pocchio stile Nonna Papera (che però fanno maledettamente ultimo anno allo IED), o le coppie di amiche in minidress stampato finto-Pucci-vintage con Vuitton di rigore(che fa tanto ultimo anno alla Marangoni) mescolate ai drappelli di hipster con baffi impomatati di fresco, stringate con 5 centimetri di para sotto e calzini bianchi di spugna a vista.

Ma se tutte queste comparse fanno parte del circo, non si può essere altrettanto indulgenti di fronte alla disorganizzazione che si annida sotto la facciata. Accrediti fantasma, “cartellinate” pierre in tacco 12 che fanno fatica a gestire l’ondata di piena di pretenziosi accreditati e sgallettate armate di biglietto da visita, scene a dir poco pietose dei soliti noti più o meno imbucati che si pestano i piedi pur di entrare per primi, o l’episodio triste del ragazzo indiano in coda davanti a me che, pur con accredito dell’ufficio stampa di turno alla mano, non è stato fatto entrare perché il suo nome (a quanto pare impronunciabile) “proprio non si trova su nessuna lista”.

Una volta dentro, foto di rito davanti al cartellone con la scritta “Glamour” a caratteri cubitali (così ci si sente tutti “tipi da copertina”), birretta o tramezzino pseudobio (a pagamento) al bancone del bar tanto per far girare un po’  l’economia, fuoco di fila degli stand dei vari partner commerciali (Asus, Elite Model Look, Issey Miyake che ha inondato tutti con la sua nuova fragranza, D Still, originale applicazione che ha permesso ai visitatori di riprendere con i propri smartphone i dettagli della serata che hanno suscitato maggiormente il loro gradimento, brandendo una manina di cartoncino che ricorda l’iconico “pollice recto” di facebook, e uploadare poi i propri “like” in tempo reale).

Al centro del cortile della caserma, sotto una tensostruttura, sono stati allestiti 25 metri di passerella a cielo aperto su cui hanno sfilato, presentate da Diego e la Pina di Radio Deejay, le collezioni estive prima, le anticipazioni dell’autunno inverno 2013-14 e capsule collection poi di, in ordine di apparizione, Hip Hop, Tèr de caractère, Goldenpoint, Blugirl, Alcantara feat. Aquilano Rimondi, Just Cavalli.

Fin qui niente di male se non fosse che di fatto era un evento-moda classista come non mai. Panche cariche di copie di Glamour e amena gadgettistica intorno alla passerella, chiuse da transenne e circondate da un cordone di sicurezza che neanche il privè del Billionaire ai tempi d’oro costituivano l’area vip (mezza vuota) per i fortunati appartenenti all’olimpo degli accrediti (almeno quelli che non si erano persi nelle raffazzonate liste di accesso), orgogliosamente mescolati alle immancabili celebrities (avvistati Arisa, “la-ex-velina-mora” Federica Nargi scappata a metà serata, e soprattutto Mirko Bergamasco). Oltre il perimetro, la rumoreggiante ma effettivamente entusiasta fascia degli “sfigati”, dei “vorrei-ma-non-posso”, armati di macchina fotografica e occhi sognanti. Tra loro anche uno dei modelli di Dolce&Gabbana, dicono i ben informati, che probabilmente, senza trucco e parrucco ad hoc, non è stato riconosciuto!

Momento di massimo livello dello spettacolo è stato la parentesi musicale dal sapore black-soul della 27enne Solange Knowles, sorella minore della più celebre Beyoncé, e anche lei grande promessa del pop, che ha fatto il possibile per scaldare il pubblico di un avvenimento sulla carta “aperto a tutti”, ma alla fine dei giochi più ingessato del previsto.

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Immobilità del parterre che in parte hanno pagato anche Diego e la Pina, loro bravissimi e professionali come sempre, che si sono sgolati non poco per tenere viva la partecipazione, rimarcando il carattere deliziosamente “nazionalpopolare” dell’evento.

Il Glamour Live Show ha poi declinato se stesso nel party danzereccio con il dj set di Marcelo Burlon.

Apprezziamo lo sforzo, con tutti i limiti del caso, per la realizzazione di uno show che si è rivelato 10% fashion, 20% marketing, 70% sagra della porchetta.

One Reply to “Glamour Live Show – Milano 11 Giugno 2013”

  1. Concordo con quanto espresso in toto (solamente le percentuali dell’ultima riga mi sembrano un pò esasperate ma ci sta :-)))

    Il pubblico era veramente freddo (nonostante il caldo), e la partecipazione emotiva abbastanza sotto le scarpe. Non dico di essere esaltati, ma almeno gli applausi a fine sfilata o dopo le esibizioni mi sembra il minimo del bon ton! Bravo Diego e Brava Pina, anche Solange una scoperta inaspettata.

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