Zia Severina è in piedi al Teatro Sala Fontana – recensione

Trovo necessaria una breve premessa prima di concentrarmi sullo spettacolo. La sala ieri non era piena, sarà stato per via del vertice euro-asiatico e tutti i problemi connessi ai mezzi pubblici, o forse perché a Milano è tornato il sole, ma è davvero un peccato perché un’operazione coraggiosa come quella realizzata da Carolina De La Calle Casanova, regista e autrice del testo, e la compagnia babygang rischia di passare alla routine degli spettacoli contro le mafie.

Compromesso essenziale per far rivivere davvero Zia Severina è farla dialogare con il maggior numero di spettatori possibili.
ziaseve
Mongolfiera, affiliato della ndrangheta viene incaricato di intimidire la vecchia, questa diventa l’ennesima vittima di un giro di racket delle case popolari che ha cominciato a demolire il quartiere Niguarda. I vicini sono già andati via, si sono trasferiti altrove, chi con la scusa della scuola buona per i figli, chi per motivi  di lavoro o motivi (non del tutto) comprensibili.
In scena c’è solo Valentina Scuderi, abile interprete dell’anziana, riesce a mantenere efficacemente il ritmo di questo monologo dai tratti apparentemente superficiali, ma che proprio in questa superficialità e talvolta apparente qualunquismo nasconde la vera natura e il vero significato di tutta l’operazione.
Zia Severina è una donna umile, attraverso i suoi racconti si attraversa non solo la sua personale storia ma anche quella di un’epoca, gli anni del boom e quelli delle fabbriche che diedero slancio al quartiere e alla Milano di quegli anni.
Non ci viene nascosta la sua ignoranza e la sua arretratezza, pensa che Mongolfiera debba essere un “frocio” se non ha il coraggio di farsi avanti, e che da quando dal sud in tanti sono venuti ad abitare al nord in cerca di fortuna nel quartiere la situazione è precipitata. 
Se l’è guadagnata quella casa Zia Severina, priva di specchi perché di specchi ne ha respirati tanti quando li fabbricava. Punta dritto al cuore di Mongolfiera, se non rende conto a Dio delle sue bestemmie deve rendere conto agli uomini per le sue offese, loro reagiscono.
Resta in piedi fino alla fine, a resistere, sebbene nella sua solitudine, i vicini, anche quelli più colti hanno già lasciato il quartiere eppure la civiltà non è prerogativa dei soli colti, ma degli umani. 
Ci racconta anche del tenero amore per suo marito, lei all’inizio non sapeva fare niente e ha imparato, anche a baciare. Con la sua simpatia e la sua semplicità ci conquista ed è impossibile alla fine non affezionarsi a questo nobile esempio di civiltà. 

Massimo Finistrella

teatro sala fontana

16 – 19 ottobre 2014 ore 21.00 Progetto residenza compagnia b a b y g a n g

ZIA SEVERINA È IN PIEDI testo e regia di Carolina De La Calle Casanova con Valentina Scuderi assistente alla regia Chiara Boscaro – scenografia e costumi Petra Trombini produzione compagnia b a b y g a n g – parte di Progetto Alveare con il patrocinio di Comune di Milano e Provincia di Milano
TEATRO SALA FONTANA
Via G.A. Boltraffio, 21 MILANO 02.69015733
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI prenotazioni telefoniche al numero 02 69015733 da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle ore 18.00 via mail a fontana.teatro@elsinor.net

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