Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro dell’Elfo

Tante sono state le regie e le messinscene di uno dei testi “più importanti dell’umanità” quale davvero è Sei personaggi in cerca d’autore, con esso si sono confrontati  Giorgio Strehler, Orazio Costa, e Giorgio De Lullo nella memorabile edizione della Compagnia dei Giovani in cui Rossella Falk fu la suggestiva figliastra.
Non si è potuto tirare meno da questa impresa Gabriele Lavia che realizza lo spettacolo servendosi dell’edizione che Pirandello aveva scritto nel 1921.
All’inizio la lunga didascalia, che Pirandello scrive per dare indicazioni sulla messinscena, è stata registrata e poi trasmessa in sala, la finzione viene dunque già dichiarata.
Le scene di Alessandro Camera e i costumi di Andrea Viotti sono un pregio indiscutibile di questa messinscena, spiccano sin dal primo momento come una delle qualità per la raffinatezza, l’eleganza e l’impeccabile restituzione di un’epoca.
Durante il primo atto centralità assoluta è data ai sei personaggi, Lavia interpreta il padre di questa disgraziata famiglia, caratterizzata da una non convenzionale cadenza siciliana; questi con le loro sciagure chiedono al capocomico di poter vivere solo per un momento, aspirano all’eternità come Don Abbondio e Sancio Panza.
Il dramma dei personaggi resta sempre in attesa di compiersi, in potenza, come il temporale che sembra preannunciarsi dai tuoni che si sentono mentre i personaggi rivivono.
La figliastra è interpretata da Lucia Lavia, caratterizzata da una bella irruenza, con movimenti scattosi che si alternano a fissità, nel corso del primo atto la sua freschezza e la sua vivacità reggono la scena.
Il secondo atto finalmente lascia spazio agli attori della compagnia e al confronto tra questi e i sei personaggi, nocciolo della questione per Pirandello. Lavia sceglie una luce verde, probabile citazione di Georges Pitoeff, per disegnare i confini tra ciò che è stato, che sarà ma che non può essere dei personaggi e ciò che invece è per gli attori.
La vera sorpresa per il pubblico di ieri è stata quando gli attori della compagnia, e non più i personaggi, hanno frantumato la quarta parete e sono scesi dal palco invadendo la platea. Il capocomico in questo secondo atto acquista sensibilità drammatica la sua ingenua superbia diverte e convince il pubblico, con la sua comicità smorza il dramma quando ci si comincia a credere, un’efficace prova d’attore.
Finzione, realtà poco importa, forse occorre non prendere troppo sul serio la faccenda e in questo caso la versione dei sei personaggi proposta da Lavia può diventare un’interessante ritratto dell’arte dell’attore oggi in Italia, in un certo senso Pirandello aveva voluto sollevare anche tale questione, ritroviamo allora il senso di questa messinscena più nell’ instancabilità di Gabriele Lavia che si diverte ancora a dare forma ai suoi personaggi e nella gioia di stare sulla scena ereditata dalla sua giovane figlia Lucia Lavia che si avvia definitivamente alla strada dell’arte, un’emozionante combinazione.

Massimo Finistrella

Sei personaggi in cerca d’autore.

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SALA SHAKESPEARE | 3 – 15 FEBBRAIO 2015
SEI PERSONAGGI IN CERCA DI AUTORE – di Luigi Pirandello – regia di Gabriele Lavia – scene Alessandro Camera – costumi Andrea Viotti – musiche Giordano Corapi – con Gabriele Lavia e con Massimiliano Aceti, Silvia Biancalana, Alessandro Baldinotti, Daniele Biagini, Rosy Bonfiglio, Maria Laura Caselli, Michele Demaria, Giulia Gallone, Giovanna Guida, Lucia Lavia, Andrea Macaluso, Luca Mascolo, Mario Pietramala, Marta Pizzigallo, Matteo Ramundo, Malvina Ruggiano, Alessio Sardelli, Carlo Sciaccaluga, Anna Scola – produzione Fondazione Teatro della Pergola

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