L’elisir d’amore dell’associazione Voceallopera

L’Associazione Voceallopera
Ha rappresentato proprio oggi Elisir d’Amore di Donizetti al Teatro Nuovo.

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Questa messa in scena è una tra le più fantasiose che si siano viste. Gli artisti si sono messi praticamente a nudo per mostrare la parte migliore di se: la voce!
Il regista Gianmaria Aliverta ne sa qualcosa, perché lui ama trasportare le sue opere in altre date, tant’è che Elisir d’amore viene catapultato in una bellissima sala fitness anni 80 dai colori sgargianti. E il bello è che non stona affatto.

Gianmaria_Aliverta

Chi di noi non vorrebbe un elisir per far innamorare la persona che ci fa palpitare il cuore, la persona per cui tutto il resto passa in secondo piano. L’associazione Voceallopera il suo elisir l’ha trovato e ci ha fatto innamorare, portando in scena L’elisir d’amore di Donizetti. La sorpresa è davvero tanta nel vedere cimentarsi in un’opera lirica dei giovanotti poco più che adolescenti. Il giovane regista, Gianmaria Aliverta, con pochissimi mezzi e tanta maestria è riuscito a calare nel mondo moderno un’opera lirica classica, esaltando il retroscena buffo di Donizetti. Il risultato è stato davvero eccellente e si sono susseguiti momenti di grande ilarità a momenti di commozione pura. Se gli artisti sono debuttanti o quasi fanno davvero sperare bene per il futuro del teatro italiano. Peccato per l’orario che ha dato la possibilità di godere del meraviglioso spettacolo solo ai pensionati e per il misero spazio messo a disposizione sul palcoscenico, in quanto quest’ultimo occupato dalla scenografia dello spettacolo serale dei “soliti noti”. Tutta la mia ammirazione per questi giovani che fanno dell’arte teatrale e musicale una missione.

Zeta

Una scena di Elisir d'amore

Scena scarna che fa risaltare di più la bravura dei cantanti, tra le quali la brava e promettente Adina/Barbara Massaro che si destreggia bene tra attrezzi e arie. Poi troviamo l’impacciato Nemorino/Costa Latsoz che se inizialmente convince poco, tira fuori il meglio di se in “Una furtiva lagrima“. Un grande applauso invece al bravo e simpaticissimo medico Dulcamara/Alberto Comes, che riesce a tenere su la scena ogni qualvolta vi si trova in mezzo in qualsiasi veste, perché la voce c’è. Infine anche il militare Belcore/Kristian Lindroos riesce a colpire il pubblico. Operazione riuscita, aspettiamo adesso le prossime opere di Gianmaria, magari ambientate in un futuro lontano.

Max Vermi

direzione artistica Gianmaria Aliverta
L’ASSOCIAZIONE VOCEALLOPERA DOPO AVERVI STREGATO CON IL FLASHMOB IN METROPOLITANA

VI ASPETTA AL TEATRO NUOVO CON ELISIR D’AMORE opera di Gaetano Donizetti
Regia e scene Gianmaria Aliverta – Direttore dell’ensamble di VoceAllOpera Damiano Cerutti
Assistente Luisa Travaglini – Costumi Agostino Deledda
in memoria di Francesco Bonelli Scarampi

L’Associazione VoceAllOpera nasce dall’amore e dall’immensa passione per l’opera lirica e dall’intento di mantenere viva e integra quella forma d’arte che tutto il mondo invidia all’Italia. VoceAllOpera è il risultato della volontà di tornare alle radici della nostra cultura, unendo la saggezza di chi ha partecipato a scrivere pagine memorabili della lirica e la grinta dei giovani che ardono dal desiderio di diventare i nuovi protagonisti del melodramma. È proprio su questi punti che si sviluppa l’Associazione: realizzando spettacoli che vadano a dare la possibilità a giovani cantanti, registi, scenografi, costumisti, musicisti, direttori, ecc. di debuttare e cimentarsi nel panorama lirico, ma avendo a fianco dei padrini d’eccezione; tramandando alle nuove generazioni l’esperienza senza bloccarsi in un mero atto conservativo ma utilizzando lo slancio e la baldanza giovanile per dare nuova linfa e vigore all’opera lirica. Dare appunto nuova… Voce All’Opera. Noi tutti giovani under 30 vogliamo rinnovare e far scoprire anche ai nostri coetanei questo immenso patrimonio artistico e culturale, con delle messe in scena che tengano conto del periodo economico sociale, dell’impatto ambientale e senza distinzione alcuna di appartenenza sociale, realizzando quindi spettacoli con materiale riciclato, che tenga conto del testo letterario, privo di incentivi pubblici ed economico per gli spettatori, proprio perché pensiamo che la cultura si un bene necessario per vivere in una civiltà migliore.

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