Il malato immaginario al Teatro Franco Parenti

Passano gli anni e i secoli ma alcune pièce teatrali sono sempre attuali, come “Il malato immaginario” di Molière.

il malato immaginario 02

In quest’opera dagli aspetti tragicomici possiamo rivivere tanti momenti della vita quotidiana. Persone che vivono con la paura della malattia, medici che approfittano di queste persone oppure medici che diventano succubi di tali persone perché non sanno più cosa fare per i loro pazienti. Belle e giovani donne che approfittano, nascoste dietro un finto amore, di uomini deboli solo per trarne profitto, addirittura inducendo un padre a diseredare i propri figli. Persone che non ascoltano i consigli dei familiari e degli amici stretti ma si fidano ciecamente dei loro aguzzini. Sono tutte storie che sentiamo e vediamo quotidianamente. Un grande Gioele Dix e una immensa Anna Della Rosa, insieme ad un gruppo di bravissimi attori e diretti sapientemente da Andrée Ruth Shammah, portano in scena “il malato immaginario” con intelligenza e ironia, facendo trascorrere agli spettatori oltre 2 ore e mezza di spettacolo tra risate e momenti di grande riflessione.

il malato immaginario 01

Si arriva alla fine della serata con grande leggerezza e non ci si accorge del tempo trascorso. Tra le varie riflessioni durante lo spettacolo mi è venuto in mente un famoso detto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Per fortuna, come succede nello spettacolo, l’amore e la ragione quasi sempre prevalgono sul male.

Zeta

di Molière
regia Andrée Ruth Shammah
con Gioele Dix, Anna Della Rosa e con
Marco Balbi, Valentina Bartolo, Francesco Brandi, Piero Domenicaccio, Linda Gennari, Pietro Micci, Alessandro Quattro, Francesco Sferrazza Papa

Produzione Teatro Franco Parenti
Hashtag Ufficiali: #molière #malatoimmaginario #dix
Durata 125 min + intervallo
Un mese di sold out la scorsa stagione per questo spettacolo nato come omaggio a Franco Parenti a 25 anni dalla scomparsa.
Il protagonista Argan, interpretato con intelligenza e ironia da Gioele Dix, spreca la sua vita fra poltrona, lettino, toilette, clisteri, salassi. Sotto la candida cuffia a pizzi, nella vestaglia bianca, nelle calze bianche molli sui piedi ciabattanti, si trova una debolezza a volte innata, un’incapacità genetica di prendere qualsiasi decisione.
Il suo alter ego è Antonietta, detta anche Tonina, interpretata da Anna Della Rosa, una cameriera tuttofare, che il padrone vive spesso come un incubo, superpresente impicciona che vede tutto e tiene in mano tutto, a partire dal destino dei padroni. La raffinata regia di Andrèe Ruth Shammah, “senza tempo e di tutti i tempi”, si sofferma sulle nevrosi ipocondriache del protagonista, in una continua tensione tragicomica mirabilmente costruita che continua ancora oggi ad affascinare e a stupire gli spettatori.
Bravo Gioele Dix che conquista un teatro esaurito che lo applaude come un eroe. Anna Bandettini – La Repubblica
Gioele Dix si sacrifica fino a una quasi estrema immobilità beckettiana. Mirabile, è un attore che sa far ridere, non un comico che si improvvisa attore (..)merito della regista, come al solito impeccabile.

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