Prometeo Incatenato The Human Passion al Teatro Litta

Dopo aver visto “Prometeo Incatenato” mi è sorta una domanda: è merito di Eschilo se i suoi drammi sono ancora così attuali oppure sono gli uomini che, dopo oltre due millenni, sono ancora uguali?

prometeo

Non metto in dubbio le grandi capacità artistiche di Eschilo ma penso che siano gli uomini ad essere uguali ai predecessori. Nel corso della storia si sono succeduti tanti Prometeo, come ad esempio Martin Luther King , Nelson Mandela, Lech Walesa, Che Guevara, Aung San Suu Kyi, ecc. Tutte queste persone hanno lottato e lottano per un mondo più giusto, alcuni sono stati persino giustiziati a causa dei loro ideali. Grazie a queste persone il mondo sicuramente è un po’ più gusto, ma i passi da fare sono ancora enormi. Pensiamo alle feroci guerre che si stanno combattendo nei paesi arabi, ai maltrattamenti delle donne, queste ultime non sono maltrattate solo dagli islamici, pensiamo alle persone che si arricchiscono alle spalle della massa e spesso anche a spese della natura. Tutto questo è rappresentato da quattro bravi attori, magistralmente diretti da Pasquale Marrazzo che hanno portato in scena al Teatro Litta di Milano, in anteprima nazionale, “Prometeo Incatenato The human passion”. Sul palcoscenico, contornato da una scenografia semplice ma di grande effetto, assistiamo alla collera di Zeus che si abbatte su Prometeo, reo di aver donato il fuoco agli uomini. Unica piccola pecca è l’acustica che sicuramente viene disturbata dalla scenografia, fatta da uno steccato di tavole.

Zeta

PROMETEO INCATENATO  THE HUMAN PASSION

DI ESCHILO
adattamento e regia Pasquale Marrazzo – aiuto regia Luca Ligato
con Riccardo Buffonini, Pietro Pignatelli, Michele Radice, Désirée Giorgetti
scene Giovanna Angeli – costumi Lucia Lapolla – light design Massimo Foletti
sound designer Pasquale Marrazzo

Il dramma mette in scena Prometeo di fronte a diversi personaggi divini, senza mai presentare un confronto diretto tra Zeus e il titano. Efesto, il Potere e la Forza hanno catturato il titano Prometeo e lo hanno incatenato ad una rupe. Zeus lo punisce perché ha donato il fuoco agli uomini, ribellandosi al suo volere. Questo porterà ad una serie di conseguenze inevitabili nel momento in cui l’umano si contrappone al divino. Prometeo è contro Zeus e dunque contro se stesso. Contraddire il proprio Dio significa mettere in atto un conflitto che va a scandagliare la parte oscura di ognuno di noi. Nascere con un pensiero radicato nella mente di un essere superiore dove si demanda gran parte della proprie responsabilità esistenziali è di per sé una tragedia. Se la natura ci viene contro è più facile pensare che sia un castigo divino piuttosto che riconoscere alla natura l’indifferenza verso gli uomini che per niente la rispetta. Prometeo sembra non aver paura di Zeus e reificare se stesso al di sopra di un’entità divina che con la sua supponenza vuole distruggere il proprio popolo. Il dramma greco è, come sempre, il dramma dei drammi per il suo indagare sugli universali partendo dal contingente.

Teatro Litta – corso Magenta, 24

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