L’inquilino al Teatro Litta

Per 10 giorni al Teatro Litta abita un nuovo Inquilino, inizialmente timido e garbato, poi pieno di paure, causa una congiura da parte dei vicini, una cospirazione silenziosa, un lavaggio del cervello intento a portarlo alla pazzia. Il signor Trelkowski ha deciso di venire a vivere qui, pieno di aspettative e di voglia di cominciare una vita nuova, ma senza rendersene conto si trasforma diventando quello che non è.

l'inquilino

E se invece fosse solo frutto della sua immaginazione e tutt’intorno fosse normale? Se lui non fosse altro che la povera ragazza d’ospedale suicida, prima di spirare?
No, non è possibile, Trelkowski è un uomo lucido, sensato e l’appartamento del signor Zy (un uomo subdolo e sospetto), esattamente quello di Simonetta Choule, suicida e conosciuta nel letto d’ospedale l’ultimo giorno di vita, è solo un appartamento come gli altri, dove per vivere in pace occorre disciplina, silenzio e quieto vivere con tutto il resto del vicinato, anche nei momenti più difficili.

l'inquilino finale

Claudio Autelli mette in scena un capolavoro del cinema di Roman Polanski, “L’inquilino del terzo piano” del 1976, tratto a sua volta dal romanzo di Roland Topor del 1964: insomma doppia fatica per il regista ma che riesce a portare a termine grazie al bravissimo Michele Di Giacomo nel doppio ruolo da protagonista, interpretando un suo “Trelkowski” e una sua “Simonetta” magistralmente, trasmettendoci angoscia e paure in soli 15 mq di casa.

l'inquilino film
una scena tratta dal film di Roman Polanski

Il Teatro Litta ancora una volta indovina il suo spettacolo: “La vita ci porta inaspettatamente in luoghi dove il subconscio prende il sopravvento e ci lascia soli.”

Max Vermi

L’INQUILINO
TRATTO DAL ROMANZO “L’INQUILINO DEL TERZO PIANO”
DI ROLAND TOPOR

TRADUZIONE G. GANDINI © 2004/2015 RCS LIBRI S.P.A. / BOMPIANI – ADATTAMENTO E REGIA CLAUDIO AUTELLI – CON ALICE CONTI, MICHELE DI GIACOMO, GIACOMO FERRAÙ, MARCELLO MOCCHI – SCENE MARIA PAOLA DI FRANCESCO – LUCI GIULIANO BOTTACIN – SUONO FABIO CINICOLA – ASSISTENTE ALLA REGIA LORENZO PONTE – ORGANIZZAZIONE MONICA GIACCHETTO, CAMILLA GALLONI – COMUNICAZIONE E PROMOZIONE CRISTINA PILEGGI – IN COPRODUZIONE CON FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – IN COLLABORAZIONE CON IL TEATRO DEL CERCHIO DI PARMA

Il romanzo nasce nel seno del movimento Panico fondato da R. Topor, A. Jodorowsky e F. Arrabal. Il movimento indagava le energie più scure e destabilizzanti della realtà per liberare la fantasia dalle ipocrisie della quotidianità. Il suo protagonista, Trelkovsky, si sente stretto tra le maglie di misteriose macchinazioni ai suoi danni da parte della comunità dei vicini. Il condominio che fa da sfondo alla storia di Trelkovsky è metafora che abbraccia l’intera società. Il velo della vergogna filtra la realtà. Gli incontri con gli inquilini sono una battaglia interiore con le proprie paure, il modo che ha la nostra mente di stanare le nostre menzogne. Anche il genio registico di Roman Polanski ha trasformato la materia de”L’inquilino del terzo piano” in un capolavoro cinematografico degli anni settanta.

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