FUCKING BITCH [Assenza] allo Spazio Tertulliano

“Amarezza” è togliere i sogni alla propria vita. Uno status in cui non si può sottrarre la protagonista, ma conviverci e sperare di non smettere mai di avere quei sogni che faceva quando libera poteva camminare tra i boschi e respirare quell’aria che adesso respira ancora ma fra quattro gelide mura chiuse da un catenaccio che la separano da un sogno chiamato VITA.

3 Bassa Risoluzione
Fucking Bitch (assenza) allo Spazio Tertulliano.

La bella rinchiusa al castello, divisa tra l’uomo padrone e l’uomo animale, claustrofobia e angoscia, suoni e rumori agghiaccianti che ci accompagnano nell’intimità di una fragilità piena di passione e voglia di vivere nonostante l’incapacità di sopravvivere.

2 Bassa Risoluzione

Ancora una volta la bravura della superba Sonia Burgarello, già vista in Beyond Vanja, mette i riflettori puntati su di lei, anche quando sono spenti. Accanto a lei Alessandro Macchi e Matteo Ippolito nel ruolo dei due maschi dominanti.

Francesco Leschiera ha già dato prova di curare i suoi lavori con dedizione, ma stavolta stupisce perchè con una scena statica riesce a farci immedesimare nei sogni svaniti della protagonista.

Max Vermi

prodotto dal Teatro del simposio.

Dal 6 al 17 aprile allo Spazio Tertulliano
Liberamente tratto da “L’ora grigia/La chiave dell’ascensore” di Agota Kristof

FUCKING BITCH [Assenza]
Elaborazione drammaturgica Antonello Antinolfi e Francesco Leschiera
con Sonia Burgarello, Alessandro Macchi e Matteo Ippolito
regia di Francesco Leschiera
Scene e Costumi Francesco Leschiera
Luci Luca Lombardi
Scelte musicali ed elaborazioni sonore Antonello Antinolfi
Assistente regia Giulia Pes
Scenografie digitali Dora VisualArt
Produzione Teatro del Simposio

Teatro del Simposio
Gruppo milanese di sperimentazione che lavora su molteplici forme teatrali, nato da comuni esperienze formative e professionali elaborate nel corso degli anni.
L’incontro di Francesco Leschiera, Alessandro Macchi e Antonello Antinolfi avviene innanzitutto su un aspetto contenutistico, che ha creato un filo conduttore nelle produzioni del gruppo: l’esigenza di raccontare l’identità dell’uomo, psiche e materia, delle sfaccettature che gli appartengono in modo universale ma che inevitabilmente si legano alla concretezza della vita ed al vissuto individuale.
Il lavoro si sviluppa dal testo, individuando ed evidenziando la tematica che si vuole affrontare e il messaggio da comunicare. Da questa impronta nasce la costruzione dei personaggi che parte dall’ elaborazione delle fisicità e vocalità. Spesso lo spunto viene da opere d’arte, in particolare i quadri di Francis Bacon, ma anche dalla gente comune: entrambi, seppur molto diversi, sono fonte di interpretazione e rielaborazioni importanti. Attraverso l’improvvisazione, sul corpo e sulla parola, che si fondono gradualmente nel lavoro in sala prove, si raggiunge la messinscena finale.
Il fine è quello di trasmettere al pubblico non un messaggio univoco, ma uno spunto di riflessione sul mondo e sull’uomo che lo vive, lo sperimenta e lo agisce.

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