TALKIN’ GUCCINI di amore di morte e altre sciocchezze al Teatro Menotti

Nuovo racconto teatrale con musica e parole al Teatro Menotti TALKIN’ GUCCINI di amore, di morte e di altre sciocchezze.

Dal 19 maggio al 4 giugno
Tieffe Teatro Milano
presenta
TALKIN’ GUCCINI di amore, di morte e altre sciocchezze
racconto teatrale tra la musica e le parole di Francesco Guccini
prima nazionale

Talkin' Guccini_ph Laila Pozzo da sin Flaco Biondini.jpg

personaggi e interpreti
Serafina – Lucia Vasini
La Matta – Andrea Mirò
Il Frate – Fabio Zulli
Vacca d’un cane – Enrico Ballardini
alle chitarre Juan Carlos “Flaco” Biondini
al pianoforte Alessandro Nidi
drammaturgia e regia Emilio Russo
direzione musicale Alessandro Nidi
con la partecipazione di Juan Carlos “Flaco” Biondini

 

produzione TieffeTeatro Milano
con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto NEXT 2015
inserito nel progetto Area M e nel programma Ritorni al Futuro del Comune di Milano

Prosegue l’esplorazione di TieffeTeatro lungo le linee poetiche tracciate dagli straordinari autori/cantori della musica popolare italiana con Talkin’ Guccini_di amore, di morte e altre sciocchezze in scena in prima nazionale dal 19 maggio al 4 giugno al Teatro Menotti nell’ambito del progetto Area M e nel palinsesto Ritorni al Futuro del Comune di Milano, prodotto da Tieffe Teatro Milano con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto NEXT 2015. Musica e parole per un teatro della vita che si racconta come un talking blues, un blues parlato, un viaggio all’interno e ai bordi del pianeta dello straordinario cantore e scrittore di storie Francesco Guccini, che, in oltre cinquant’anni di carriera, ha attraversato tre generazioni tra canzoni, racconti, personaggi e le cose irrimediabilmente perdute di una storia personale e collettiva.

Brani scherzosi, tirate piuttosto serie, atti d’accusa e ballate malinconiche…

Speranza, politica, sentimento, nostalgia, la Bologna delle osterie di fuori porta e poi ancora Pàvana, il borgo dell’ Appennino, Via Paolo Fabbri 43 e le suggestioni e le pagine nuove, scritte appositamente per lo spettacolo. In scena Lucia Vasini e Andrea Mirò insieme a una compagnia di attori, cantanti, musicisti, diretti da Emilio Russo e la musica di Alessandro Nidi con la partecipazione del mitico Flaco Biondini, da sempre compagno di musica ed emozioni di Francesco Guccini e ispiratore del progetto.

L’intera stagione del Teatro Menotti è dedicata ad un progetto di solidarietà a favore dell’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, che effettua il recupero quotidiano delle eccedenze alimentari e la loro redistribuzione a strutture caritative convenzionate in favore delle persone bisognose della Lombardia.

Con Talkin’ Guccini prosegue quindi il progetto “Protagonisti insieme a Banco Alimentare”; è la prima volta in Italia che un teatro organizza gesti di concreta solidarietà, invitando il proprio pubblico a donare cibo al Banco Alimentare per le famiglie più bisognose.

NOTE DI REGIA

Entrare dentro il mondo di Francesco Guccini è come giocare con il tempo, le insidie, le capriole, le beffe che lui – il tempo – si fa di noi e delle nostre piccole e grandi miserie quotidiane. Ho sempre avvertito una straordinaria teatralità nelle sue storie, raccontate fino in fondo, senza deroghe, senza lasciare niente al non detto, senza artifici letterari, nei suoi personaggi, vividi protagonisti di quella sua personale saga, a volte familiare, a volte fotografati dalla vita di tutti i giorni, a volte miti umanizzati e resi ancora più vicini a noi. Storie e personaggi resi indelebili nella memoria collettiva e intergenerazionale dall’ inconfondibile timbro e misura della sua voce, dai ritmi della sua musica e della sua scrittura…ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro…

La storia, o meglio, le storie di Talkin’ Guccini sono prelevate direttamente o indirettamente dalla sua maestosa drammaturgia, a volte re-interpretata o adeguata alla situazione teatrale, sempre nel tentativo di restituirne i sapori e i colori. Nello spettacolo le canzoni, i racconti e i personaggi si incontrano in un’Osteria – luogo mitico per l’iconografia gucciniana – e forse non poteva essere altrimenti, ma quella sera, in attesa di far incontrare il giorno con la notte, non è una sera come tutte le altre. È la sera del 1° agosto 1980. Come se il tempo volesse giocare con gli avventori della nostra osteria, bevitori, giocatori di carte, perdigiorno, impegnati da sempre e solamente nella quotidiana avventura del tirar mattina. Ma quella sera i loro ricordi affiorano prepotenti e all’improvviso e davanti al loro consueto pubblico, oltre alle solite canzoni raccontano le storie del proprio passato vicino e lontano: rimpianti, dolori, risate, la scoperta della propria fragilità rispetto al mistero. Amore, morte e altre sciocchezze, appunto, in una sera calda, troppo calda (pare fosse la più calda dell’ultimo decennio), ma la vita in osteria sembra la solita tra vino, fumo, canzoni e carte, tutti sono ovviamente inconsapevoli, ma l’aria è già gonfia del grande buio del giorno dopo (2 agosto), un giorno con cui tutti avrebbero poi dovuto fare i conti. Non ci saranno esplosioni o rappresentazioni incongrue di quella tragedia, ma solamente la sospensione di quel tempo, che per un attimo, forse, ha sospeso il suo inesorabile avanzare. Per rendere possibile la scrittura dello spettacolo ho individuato quattro personaggi/archetipo dell’immaginario del maestrone, o che mi sono sembrati tali: dalla popolana Serafina, al Frate intellettuale, ubriacone e donnaiolo, a Vacca d’un Cane, musicista sognatore, alla Matta, collezionista di cose perdute e racconti surreali, quattro personaggi borderline di una tragicomica drammaturgia della sconfitta. In scena non saranno soli, ma circondati da una piccola folla di avventori, quell’umanità che si incontrava nelle osterie di fuori porta di quei tempi andati via un po’ troppo velocemente, dove, spesso senza essersi mai conosciuti, si faceva gruppo, si diventava complici per una sera.

E un’altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perché son vivo, o forse per sentirmi meno soloo forse perché a notte vivon strani fantasmi e sogni vani E poi le canzoni, ovviamente, suonate, cantate, recitate, sussurrate, urlate da attori, cantanti, coristi, con il grande privilegio di avere in scena il mitico Juan Carlos Flaco Biondini, ispiratore del progetto e fonte di racconti e suggestioni in diretta con il mondo di Francesco Guccini, di cui è da quarant’anni complice e musicista. (Emilio Russo) 

TEATRO MENOTTI – Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544

Orari di biglietteria
lunedì e mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 18.00
martedì, giovedì, venerdì  dalle ore 15.00 alle ore 19.00
sabato dalle ore 15.30 alle ore 19.00
domenica dalle ore 15.00 alle ore 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana

 

ORARI SPETTACOLI
feriali ore 20.30
mercoledì ore 19.30
domenica ore 16.30

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