Teatro Franco Parenti – Una disperata vitalità – Stagione 2016/17

Teatro Franco Parenti – Una disperata vitalità – Stagione 2016/17

Ecco finalmente il comunicato stampa del Teatro Franco Parenti, che sembra essere ricco curato e pieno di iniziative. Ci aspettiamo molto da questo Teatro che di anno in anno accresce la sua fama e la sua caparbietà di affermarsi come un buon Teatro per giovani e ragazzi che vogliono accostarsi al piacere di due ore di visione, magia e intelletto.

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Per strada
Per strada è un affresco divertente ma anche tragico dei trentenni di oggi, incapaci di trovare una collocazione nella vita e convinti dell’impossibilità di cambiarla. Jack e Paul, due individui molto diversi – uno bello, ricco, a giorni sposo, l’altro brutto, povero, infelice e sull’orlo del suicidio – si ritrovano bloccati in una bufera di neve. Entrambi non possono permettersi di fermarsi, perché hanno fretta e urgenza di camminare. E allora la strada, il cammino, le ore che passano inesorabili, trasformano questo scontro casuale di due solitudini in un incontro che modificherà per sempre le loro vite, fino ad invertirne i destini.
Per Raphael Tobia Vogel, formazione e lavoro cinematografico alle spalle, questa è la prima regia teatrale che costruisce immergendo la storia di Jack e Paul in uno spazio/tempo intimamente evocativo.
Un ritratto generazionale che sa di fallimento e dell’impossibilità di essere quel che si è, che procede per sferzate di humour, con tirate alla Woody Allen e colpi di scena grazie a una scrittura veloce, che cavalca i miti dell’immaginario collettivo alla Roberto Baggio. Il risultato intriga, la regia precisa dal taglio cinematografico, dove proiezioni su tulle trasparente aggiungono mistero e profondità.
Simona Spaventa – La Repubblica

dal 27 settembre al 6 novembre – di Francesco Brandi

Partitura P.
Uno studio su Pirandello
Dopo la sua prova attoriale nel ruolo del figlio in In cerca d’autore diretto da Luca Ronconi e la registrazione dell’ audiolibro Pensaci Giacomino! e altre novelle, Fabrizio Falco torna a Pirandello con Partitura P., una vera e propria partitura musicale dove il variare della sua recitazione restituisce, in un unico flusso evocativo, le novelle pirandelliane La morte addosso (da L’uomo dal fiore in bocca) , Una giornata e Il treno ha fischiato.
Tre stati d’animo, tre tempi diversi che possono essere combinati come fossero movimenti di un unico concerto sinfonico per una visione sulla morte che corre tra una delirante allucinazione e una visione onirica della propria fine.
Ma di partitura c’è anche quella del musicista Angelo Vitaliano, che crea dal vivo una drammaturgia musicale con suoni elettronici, duettando dalla consolle con la recitazione.
Fabrizio Falco si è fatto apprezzare al cinema grazie alla collaborazione con grandi registi come Daniele Ciprì (È stato il figlio) e Marco Bellocchio (La bella addormentata). Con quest’ultimo si è aggiudicato il Premio Mastroianni alla Mostra Internazionale di Venezia nel 2012

dal 12 al 30 ottobre 2016 da Luigi Pirandello diretto e interpretato da Fabrizio Falco

Il trentesimo anno
Un racconto di scena
Sonia Bergamasco continua a raccogliere consensi tra televisione, cinema e teatro. L’abbiamo apprezzata nelle vesti di Anna Karenina e ne Il Ballo della Nemirowskij, con i quali ha sempre registrato il tutto esaurito. Oggi torna al Parenti per debuttare con il suo nuovo lavoro.
Il trentesimo anno, racconto culto della Bachmann, è la descrizione appassionante e avventurosa di un anno nella vita di un uomo che, giunto ai trent’anni, sente improvvisamente di non comprendere più il suo presente – nomi, cose, persone – e di dover riconquistare ogni cosa con una nuova consapevolezza. Il tempo del racconto si fa strada attraverso una lingua che vuole costantemente parlare al cuore e all’intelletto.
Dopo aver sbalordito con la precoce perfezione e felicità delle sue liriche, Ingeborg Bachmann sembrò ritrarsi dopo i trent’anni, in un suo nuovo regno della prosa, che proprio per la prima volta si manifesta nei racconti pubblicati nel 1961 con il titolo Il trentesimo anno. Ed è un mondo dove niente viene lasciato alla cornice dei suoi significati prestabiliti. Qui sui fatti, su tutti i fatti, si posa uno sguardo ardente e lucido, come se tutto ciò che esiste venisse messo alla prova di un’altra possibilità. Forse quella a cui Musil – maestro della Bachmann – alludeva chiamandola «l’altro stato».

dal 15 al 27 novembre 2016 liberamente tratto dal Trentesimo anno di Ingeborg Bachmann

Beal
Già presentato al Parenti in forma di studio la scorsa stagione nel Festival Brecht, il Baal del collettivo Phoebe Zeitgeist diventa ora spettacolo. Baal è un artista sfrenato e capace, seduttivo e mortifero, sconveniente e violentemente attraente. È una furia antiborghese, pura potenza in conflitto con il potere. La sua natura travolge tutti i sistemi, i comportamenti o i ruoli studiati per il mantenimento di ordine, gerarchie e distanze fino alla distruzione di sé, pur rimanendo divinamente indifferente al sentimento di perdita e di conquista.
L’intero spettacolo è un concerto fatto di suono, carne, intenzione, in cui gli strumenti musicali – vibrafono, batteria e sintetizzatori sono in totale continuità con gli attori .
Isgrò ha optato per un linguaggio scenico violentemente contemporaneo (con l’aiuto dei cinque bravissimi attori): suoni e voci carichi fino alla saturazione, luci cupe da night club, volti stravolti, estetica espressionista. Il risultato (esplicitamente debitore al Baal di Bowie del 1982) è volutamente sovraccarico e tiene scomodo lo spettatore sulla sedia: tributo a una drammaturgia che tutto deve essere tranne qualcosa di piacevole e inoffensivo.
Maddalena Giovanelli – Doppiozero

dal 22 novembre al 4 dicembre 2016 di Bertolt Brecht

BAD and Breakfast
La casa felice
Rosario Lisma torna con il suo ultimo testo in uno spettacolo che, tra la cinica comicità alla Parenti Serpenti di Monicelli e i contrasti quasi neorealistici che rievocano Il Sorpasso di Dino Risi, ci fa ridere amaramente del nostro lato oscuro. Un noir che parte come farsa, prosegue in commedia e finisce in tragedia.
Antonio e sua moglie Gaia, una giovane coppia di laureati ma sottoccupati e infelici, abitano ancora nella casa degli anziani genitori di lui. Improvvisa arriva la notizia di un grave attentato occorso ai due “vecchi” che si trovavano in vacanza a Sharm El Sheik. Inizialmente la coppia è sgomenta, ma quasi subito i due si svelano a riderne e gioire. Finalmente erediteranno la casa nella quale vivono da eterni bamboccioni e potranno così realizzare il loro sogno da tanto tempo pianificato: aprire un Bed and Breakfast. Si fa strada però un disagio sottile: fino a che punto ci si può spingere per essere felici?
Il bello della commedia, però, è che è una commedia: molte risate e poco onanismo intellettuale. Bravissimi tutti gli interpreti….Alla fine Lisma e compagnia sanno raccontare i paradossi della contemporaneità senza scomodare i massimi sistemi, riciclare i miti classici o rifilare le solite stupidaggini sull’inconscio: qui i giovani non invecchiano mai, i vecchi non muoiono mai e le colpe dei genitori ricadono sui figli.
Camilla Tagliabue – Il Fatto Quotidiano

dal 27 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 – 31 dicembre replica speciale
scritto e diretto da Rosario Lisma

Gli innamorati
Una commedia moderna vicina alla nostra sensibilità perché Goldoni aveva capito, già prima di Freud, le contraddizioni e i paradossi dell’amore”.
Andrée Shammah, con sapiente equilibrio, è riuscita a far convivere “una regia classica” con lo spirito attuale: gli innamorati di ieri non sono diversi da quelli di oggi, essendo uguali le gelosie, le ansie, le paure. Sul palcoscenico la regista scatena una vibrante tensione che coinvolge e attraversa tutti i personaggi, ne investiga i tormenti, ne scruta le verità, i sospetti, il clima psicologico, utilizzando una leggerezza assoluta, puntando sulla finzione dichiarata e sugli effetti di una smaliziata impostazione meta-teatrale.
Lo spettatore si trova dinanzi al vorticoso gioco dell’amore, ai suoi capricci, alle sue interferenze, partecipa al ritmo indiavolato dei due innamorati, assapora l’incostanza del loro sentimento d’amore.
La scena, dichiarato omaggio a Strehler, restituisce quel sapore di tradizione che diventa cifra memorabile di un allestimento contemporaneo.
È raro trovare una lettura penetrante e aguzza e stimolante come quella fornitaci dalla scaltra Shammah di un Goldoni che troppo spesso, pur essendo un capolavoro, è stato messo ai margini.
Domenico Rigotti – L’Avvenire

dal 7 al 9 gennaio 2017 di Carlo Goldoni con Marina Rocco

Schegge
Abbiamo conosciuto e apprezzato il suo teatro, la sua mimica, il suo patrimonio di alto cabaret con My life with men and other animals, Attente al lupo, Galateo, Suoniemozioni e Crepapelle.
Che sia in un quartiere fiorentino o in qualsiasi altra parte del mondo, l’artista affronta le banali, ridicole mostruosità quotidiane del vivere, ora anche col canto ora anche danzando tra le sue mille trasformazioni. Energia e joie de vivre allo stato puro di una intelligente e potente artista di rara bravura e dalla comicità capace di risonanze letterarie uniche e preziose.
Con toni di irriverente underground anni Settanta come un fool shakespeariano, la Cassi lancia l’urlo della sua battaglia prima di fare esplodere “schegge” di allegria e mille risate.
In “Schegge” ci sono le facce e le mani di tutti quegli sconosciuti che ormai ci sono familiari anche se non ci siamo mai presentati, pezzi di un puzzle che ci è caro, parti di un quadro che sentiamo nostro. Tommaso Chimenti – Il Fatto Quotidiano

dall’11 al 19 gennaio 2017 di e con Maria Cassi

Niente più niente al mondo
Da Massimo Carlotto, una storia fulminante che non concede scampo.
È il racconto in prima persona di una madre che ha appena ucciso la figlia e che, come in un delirio, rievoca la propria storia e quella della sua famiglia, mentre snocciola un rosario di cifre, di prezzi, di marche di prodotti, di promozioni, di trasmissioni TV: tutto il suo universo “culturale” in cui la miseria spirituale è parallela a quella economica. Una vita perduta, una vita come tante. Una denuncia che potrebbe sembrare anacronistica a quelli che abbracciano l’ipocrisia di un’Italia ormai definitivamente votata al benessere. Ma qualcuno ancora vive così, e il giallo sta tutto nel decidere se queste persone siano veramente colpevoli dei crimini che compiono.
La regia di Fabio Chersich, rifiutando un facile realismo, ci permette, attraverso un “cortocircuito emotivo” di penetrare nell’animo svuotato di una donna immiserita dalla vita..
Massimo Carlotto usa il noir come genere capace di raccontare le trasformazioni, anche nascoste, della società. I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero.
Una storia dove la miseria esteriore è specchio di una miseria spirituale e di frustrazioni anche per sogni che non si possono nemmeno più sognare. Una storia interpretata con grande bravura e ricchezza di sfumature da Annina Pedrini.
Magda Poli – Il Corriere della Sera

dal 13 al 29 gennaio 2017 di Massimo Carlotto con Annina Pedrini

Una casa di bambola
Scritto da Ibsen nel 1879, Casa di bambola è sempre stato identificato come il manifesto dei diritti delle donne e del loro ruolo nella società.
La regia penetra negli strati dell’ affascinante universo di questa casa, per esplorare la profonda crisi di identità del “maschile” distanziandosi dalle facili interpretazioni che hanno spesso accompagnato il testo e il personaggio di Nora, la sua protagonista. Nora gioca a fare la bambola per imprigionare il marito nel suo ruolo di maschio, fino a quando si stufa e cambia radicalmente, facendolo precipitare in una profonda crisi.
È proprio questo il momento in cui si condensa l’attenzione di Andrée Ruth Shammah, che da regista donna, posa il suo sguardo non sulla donna che si ribella, bensì sulla solitudine dei personaggi maschili del testo, tutti interpretati dall’estro espressivo di Filippo Timi. Accanto all’attore umbro, nel ruolo di Nora, per la terza volta protagonista in uno spettacolo di Andrée Shammah, Marina Rocco.
(…)un protagonista maschile unico (…) è proprio questa scelta coraggiosa, di rottura, insieme alla volontà di cogliere anche in Ibsen un lato ironico perfino umoristico, il motore di tutto lo spettacolo anche perché a interpretarli è un attore di razza come Filippo Timi. Maria G.Gregori – L’Unità

dal 28 febbraio al 12 marzo di Henrik Ibsen traduzione adattamento e regia Andrée Ruth Shammah con Filippo Timi – Marina Rocco

Mozart
Ritratto di un genio
“È impossibile comprendere una figura del passato e tantomeno un genio se non si sia mai fatto il tentativo di comprendere se stessi. Il genio, al contrario dello pseudo genio, non vede se stesso come centro del dolore del mondo.
Egli brucia e non cerca di impedirselo, semplicemente lo ignora, non si vede in relazione con il mondo.
Anzi, non si vede assolutamente.
Mozart era un mistero anche per se stesso.”
Sono queste le poche, sibilline parole che Wolfgang Hildesheimer, forse il più grande biografo di Mozart, rivolge a due giovani artisti venuti a chieder consiglio: un attore in procinto di affrontare “Amadeus”, il testo teatrale di Peter Shaffer da cui fu tratto l’omonimo film di Milos Forman, e un pianista alla vigilia di un grande concerto. …”Mozart è inafferrabile…”
Il vecchio Wolfgang li accompagna ai piedi delle montagne e con una tenerezza quasi paterna, li abbandona al bosco in cui si lascia e si lascia ai figli. Unico aiuto il suo libro con le sue tracce misteriose.
Immaginate la sorpresa dei nostri eroi nello scoprire che sarà proprio lui, Mozart in carne ed ossa, a prendere in mano quel libro per cercare di capire se stesso e risolvere quel mistero irrisolvibile che porta il suo nome.
Un viaggio impervio ed esilarante tra la vita del genio e il miracolo della sua musica, un viaggio che contiene anche la possibilità del fallimento ma che è in ogni caso un successo intraprendere.
“attenzione (un ultimo consiglio) alle trappole biografiche…
A volte è sana la dimenticanza….!”
La dimenticanza non è l’oblio, anzi, è la serenità di ricreare, rivivificare il nostro amore con divertimento.

dall’1 al 12 marzo 2017 di e con Giuseppe Cederna liberamente tratto da Mozart di Wolfgang Hildesheimer

Opera panica – Cabaret tragico
Nuovo spettacolo di Fabio Cherstich (già regista di Bull e Niente più niente al mondo) che sceglie un testo di Alejandro Jodorowsky: Cabaret tragico, un compendio sulla natura e i sentimenti umani e sulla fragilità dell’esistenza. L’opera si presenta al lettore come testo nudo, ridotto all’essenziale, composto da brevi quadri calati in una sospensione spazio temporale. Nessun contesto, nessun riferimento all’epoca. Solo le battute e i personaggi indicati con le prime lettere dell’alfabeto.
Eppure, nonostante l’ostentata frammentarietà, Jodorowski ha creato molto più di un mero insieme di scene. Sebbene le ventisei mini-piéce, pur orbitando tutte nella sfera dell’assurdo, vadano dal comico al poetico, dall’ironico al malinconico, dal logico-matematico al “melò-tragico”; e sebbene il loro argomentum sia sempre diverso, tutte condividono lo stesso tema: l’impossibilità, per l’uomo, di vivere senza ritrovarsi, alla fine, in qualche modo insoddisfatto così nell’intimo come nella società, passando per le relazioni amorose.
Cabaret Tragico è uno spettacolo/tableau, indisciplinato e visionario. Cinque attori interpreteranno una moltitudine di personaggi emblematici: i due ottimisti, i tre generali, la donna col fucile, l’ottimista e il pessimista, le prigioniere, il potere, la guerra e molti altri. La musica seguirà l’idea di pastiche che anima l’intero spettacolo e amplificherà le atmosfere surreali e straniate.

dal 21 marzo al 2 aprile 2017 liberamente tratto da Alejandro Jodorowsky

Bull
Commedia spietata e politicamente scorretta quella di Mike Bartlett, giovane scrittore – esperto in gabbie mentali – tra i più interessanti e lucidi del Regno Unito.
Bull delinea con angosciante lucidità le derive di un mondo lavorativo sempre più selettivo. A farne le spese sono i più deboli: non necessariamente i meno competenti, spesso i più umani, non abbastanza vaccinati contro la cattiveria e l’imperante cinismo.
Tre dipendenti sono in attesa del tagliatore di teste. Due di loro si lanciano, sadici e sprezzanti, al massacro del collega Thomas, anello debole, grassoccio e timido.
Gli spettatori, seduti ai quattro lati del ring, assistono con orrore all’incalzante pestaggio psicologico. La distruzione di Thomas si compie davanti agli occhi, ma il pubblico, dapprima contagiato dallo sdegno potrebbe assuefarsi alla cattiveria, all’arrivismo, alla violenza del linguaggio…
La pièce ottimamente diretta da Fabio Cherstich è ambientata in un ufficio impiegatizio ridotto ad arena di una lotta senza regole che provoca sensazioni forti nel pubblico.
A colpire la sensibilità degli spettatori, seduti ai quattro lati di un ring, è soprattutto la studiatissima partitura gestuale messa appunto dai bravi attori: l’insopportabile Isabel, l’orripilante Tony, lo sconfitto Thomas.
Renato Palazzi

dal 19 aprile al 7 maggio 2017 di Mike Bartlett traduzione Jacopo Gassmann

Open day de La Pinède
“Ci sono finestre senza sbarre in questo posto, e porte chiuse, ma non a chiave. Nulla mi impedisce di andarmene quando voglio. Eppure, anche se non ci sono barriere, so di essere circondata da pareti invisibili e insuperabili”. Anna Kavan, Impressioni di follia.
Lo spettacolo, che inaugurerà la Palazzina adiacente alla piscina, sarà strutturato come un percorso all’interno dei suoi spazi.
Qui s’incontrano e si spiano frammenti di storie e si fa conoscenza con gli ospiti della clinica psichiatrica La Pinède.
L’ occasione è un open day in cui i visitatori potranno osservare e conoscere le attività della clinica. Tutto è calmo e in ordine, apparentemente.
Nella clinica non ci sono porte né confini, ed è difficile capire chi è un ospite e chi un semplice visitatore, chi sta fingendo di essere qualcun altro e chi sta rappresentando solo se stesso.
Le verità si mescolano e si contraddicono, e quella che sembra la realtà un attimo dopo viene capovolta. Basta una frase, una sfumatura, un movimento del corpo e tutto è di nuovo rimesso in gioco. I personaggi si muovono come statue d’acqua, abitanti di “un mondo sommerso in cui basta una crepa per avvertire il movimento delle onde”.
I testi, i personaggi, le immagini e le suggestioni in cui si snoda il racconto teatrale sono costruiti a partire da Impressioni di follia di Anna Kavan e Statue d’acqua di Fleur Jaeggy.
Lo spettacolo prende vita in seguito a un laboratorio teatrale condotto da Andrée Shammah, un’indagine artistica sul tema del confine tra follia e realtà, che vede coinvolti Eva Riccobono e un numeroso gruppo di giovani attori e danzatori. Gli stessi prenderanno parte allo spettacolo, portando in scena il risultato del lavoro di ricerca.

maggio 2017 da Impressioni di follia di Anna Kavan e Le statue d’acqua di Fleur Jaeggy uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah

Buon anno, ragazzi
Buon anno, ragazzi prosegue, dopo il successo di Per strada dello scorso anno, il sodalizio tra la penna di Francesco Brandi e l’estro visivo di Raphael Tobia Vogel.
La storia è incentrata su Giacomo, un insegnante di filosofia, scrittore precario, compagno e padre ancora più precario, che si trova a passare da solo, per sua scelta, la notte di Capodanno. A poco a poco questa solitudine svanisce e la sua casa si riempirà di persone che, invece, per un motivo o per un altro, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno bisogno di lui, quantomeno hanno bisogno di dirgli qualcosa. Ed è proprio qui, il problema. Quanto siamo capaci di dirci le cose per quelle che sono? Usando cioè i termini giusti, senza girarci attorno. Buon anno, ragazzi è una riflessione sulla nostra difficoltà di gestire gli affetti, sulla nostra patologica incapacità di utilizzare un dizionario corretto, leale, e, perché no, dolce, con le persone che ci stanno più vicine, con le quali, invece, siamo capacissimi di scontrarci in una quotidianità che nella migliore delle ipotesi ci appare noiosa.
Fino a quando però non arriva l’imprevisto, che ci spaventa e ci porta a un passo dal baratro e ci costringe a mettere in salvo, letteralmente e non, la nostra vita, che è l’unica cosa che non può mai passare in secondo piano.
Francesco Brandi classe 1982, un diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sotto la direzione di Giancarlo Giannini, ha collaborato tra gli altri con alcuni dei più importanti registi del cinema italiano come Nanni Moretti, Paolo Virzì e Pupi Avati.

dal 9 maggio all’1 giugno 2017 di e con Francesco Brandi

E non solo, ci sono altri spettacoli sotto la voce Ospitalità, basta semplicemente collegarsi al sito del Teatro Franco Parenti per avere un po’ la percezione di quanto sia veramente immensa quest’anno la produzione e la scelta di qualità degli spettacoli selezionati.

E in più il Teatro offre un Workshop Teatro en plein air: specificità del workshop e suo valore aggiunto, la possibilità data agli allievi di progettare, in concomitanza con le lezioni teoriche, gli eventi che si terranno a Dicembre negli spazi all’aperto dei Bagni Misteriosi.
Il workshop avrà la durata complessiva di 7 settimane e sarà suddiviso in lezioni intensive e testimonianze di professionisti esperti (venerdì, sabato, domenica e lunedì). Il corso prevede l’insegnamento di tutte le discipline che possono concorrere a formare il profilo di un creatore di eventi con competenze trasversali, dalla progettazione in senso stretto, con particolare rilievo all’importanza di sapere scrivere buoni progetti da calibrare sulla base dell’interlocutore, pubblico o privato, alle tecniche più legate alla drammaturgia e all’essere in scena (preparazione fisica, tecniche della narrazione, uso della terza o prima persona) e alle conoscenze tecniche necessarie (porteur, tecniche di montaggio cavi, movimento tra la folla, movimentazione macchine di scena).
Il corso prevede l’insegnamento di tutte le discipline che possono concorrere a formare il profilo di un creatore di eventi con competenze trasversali, dalla progettazione in senso stretto, con particolare rilievo all’importanza di sapere scrivere buoni progetti da calibrare sulla base dell’interlocutore, pubblico o privato, alle tecniche più legate alla drammaturgia e all’essere in scena (preparazione fisica, tecniche della narrazione, uso della terza o prima persona) e alle conoscenze tecniche necessarie (porteur, tecniche di montaggio cavi, movimento tra la folla, movimentazione macchine di scena).

Segnaliamo anche per i più piccoli:

Matinée  per scuole medie inferiori e superiori

Lear. La storia – 13 ottobre h10.00

Figli di un dio minore – 28 ottobre h10.30

Edipo re. Edipo a Colono – 24 novembre h11.00 e 30 nov h15.00

La solitudine dell’ape – 29 novembre h11.00

Fa’afafine – 20 dicembre h9.30 e h11.00

Dichiaro guerra al tempo – 25 gennaio h10.30

I me ciamava per nome: 44.787 Risiera di San Sabba – 30 gennaio h10.30

Kish Kush. Tracce di un incontro – 31 gennaio e 1 – 2 – 3 febbraio h10.30

L’uomo dal fiore in bocca …e non solo – 10 febbraio h16.00

Il berretto a sonagli – 23 febbraio h11.00

Il Barbiere di Siviglia (Opera education) – lunedì 10 aprile h11.30 e h19.30

Laboratori Teatro #1 (+ 12 mesi)

Dal canto al ritmo | Prime danze | Racconto animato
Periodo da ottobre 2016 ad aprile 2017
Date 15 – 29 ottobre | 12 – 26 novembre | 3 dicembre | 28 gennaio | 11 – 25 febbraio | 11 – 25 marzo | 8 aprile
Giorno sabato mattina h 11 – Durata 60 minuti – Bambini e adulti (max 35 partecipanti)

Laboratori Teatro #2 (dai 3 ai 5 anni)

Burattini per tutti | Scatole magiche | Il bosco nascosto
Musichiamo insieme | Mostri da paura
Periodo da ottobre a dicembre 2016
Date 15 – 29 ottobre | 12 – 26 novembre | 3 dicembre
Giorno sabato mattina h 10.30 – Durata 90 minuti – Bambini e adulti (max 40 partecipanti)

Che emozione (dai 3 ai 5 anni)
Parola | Filastrocca | Rima
Periodo gennaio – febbraio 2017
Date 21 – 28 gennaio, 4 febbraio
Giorno sabato mattina h 10.30 – Durata 3 incontri da 1h 30’ cad.
Solo bambini (max 15)

Il Teatro Laboratorio Mangiafuoco nasce nel 1979.
In più di trenta allestimenti e centinaia di repliche in Italia e all’estero, burattini, sagome ed ombre, costruiti con sapienza artigianale, sono stati risorsa comunicativa con bambini e bambine di ogni età. La ricerca plastica e cromatica nella creazione di forme e immagini, l’attenzione alla sintesi nella costruzione dello spazio scenico e l’intreccio fra lavoro attorale, danza ed animazione, hanno consentito di ideare spettacoli di grande immediatezza. Copioni e partiture sono affidati ad autori contemporanei che hanno tessuto ritmo, parola e suono.

Corsi di Teatro #1 (dai 6 agli 11 anni)
23 lezioni
Periodo da ottobre 2016 a maggio 2017
Date 13 – 20 – 27 ottobre | 10 – 17 – 24 novembre | 1 – 15 dicembre | 12 – 19 – 26 gennaio | 2 – 9 – 16 – 23 febbraio | 9 – 16 – 23 – 30 marzo | 20 – 27 aprile | 4 – 11 maggio
Giorno giovedì dalle h 17.00 alle 18.30*

Corsi di Teatro #2 (dagli 11 ai 14 anni)
24 lezioni
Periodo da ottobre 2016 a maggio 2017
Date 10 – 17 – 24 ottobre | 7 – 14 – 21 – 28 novembre | 5 – 12 dicembre | 16 – 23 – 30 gennaio | 6 – 13 – 20 – 27 febbraio | 6 – 13 – 20 – 27 marzo | 3 – 10 aprile | 8 – 15 maggio
Giorno lunedì dalle h 17.00 alle 18.30*

*I corsi di teatro #1 e #2 potrebbero essere unificati nella giornata di giovedì.

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