Vangelo al Piccolo Teatro di Milano

Vangelo di Pippo Delbono in scena fino al prossimo 13 novembre al Teatro Piccolo è uno spettacolo da non lasciarsi scappare, lo diciamo da subito.
Partiamo dall’inizio.
Delbono ci racconta subito come è nato questo spettacolo, ovvero da sua madre, che mai in vita ha accettato il suo aver perso la fede cattolica e in punto di morte, ancora, ha sperato si convertisse di nuovo. Questo ha generato nel regista una riflessione profonda che, epurando di moralismo, paure e costrizioni la religione lo ha portato a creare questo spettacolo.

Non c’è catechesi, rimangono solo i messaggi di amore universale che, forse, ci siamo dimenticati. Torniamo a casa emozionati, con lo stomaco più pesante e la testa che lavora. La scenografia è quantomai essenziale ed efficace, le luci sono spazio, muri e movimento. Gli attori, undici più uno, e quantomai variegati agiscono in perfetta sinergia. Le musiche ispiranti e pertinenti.
Insomma, per ripeterlo, uno spettacolo da non lasciarsi scappare.

Al Berto

vangelo

Comunicato Stampa

Piccolo Teatro Strehler
dall’8 al 13 novembre 2016
Vangelo
uno spettacolo di Pippo Delbono
con Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Alma Prica, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Nina Violić, Safi Zakria, Mirta Zečević
con la partecipazione nel film dei rifugiati del centro di accoglienza PIAM di Asti
immagini e film Pippo Delbono
musiche originali digitali per orchestra e coro polifonico Enzo Avitabile
scene Claude Santerre, costumi Antonella Cannarozzi, disegno luci Fabio Sajiz
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Hrvatsko Narodno Kazalište- Zagabria
coproduzione Théâtre Vidy- Lausanne, Maison de la Culture d’Amiens – Centre de Création et de Production, Théâtre de Liège

Pippo Delbono da molti anni abita la scena come luogo di ricerca, lavorando negli spazi fertili tra pubblico e personale, tra autobiografia e storia. Vangelo segna un nuovo passo in questo percorso, è un lavoro corale, creato a Zagabria con l’orchestra, il coro, i danzatori e gli attori del Teatro Nazionale Croato insieme agli attori della compagnia che accompagna Pippo Delbono da anni. Nasce dalla suggestione delle musiche di Enzo Avitabile, ma si nutre anche della memoria degli attori che hanno attraversato una delle guerre più feroci della storia contemporanea.
Scrive Delbono: «Qualche giorno prima di morire mia madre, fervente cattolica, mi ha detto: “Perché non fai uno spettacolo sul Vangelo? Così dai un messaggio d’amore. Ce n’è così tanto bisogno di questi tempi”. Così ho iniziato a filmare e a fotografare le immagini che ho incontrato nei miei viaggi. Immagini di Madonne, di Cristi, di martiri. Ovunque ho visto Cristi dai volti dolorosi, seri. Molto poco ho visto la gioia nei loro volti. E mi sono perduto, dimenticando quel Vangelo, o forse portandomi dietro di quel Vangelo solo il nome. Alla fine mi sono rimaste dentro quelle immagini, quelle voci, quei suoni, quegli echi, quei silenzi sentiti nei campi di zingari e di profughi, nelle corsie d’ospedale, ma anche quella forza vitale, quella inspiegabile gioia trovata nei luoghi deputati al dolore».

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