Il Misantropo al Teatro Sala Fontana

Monica Conti porta al Teatro Sala Fontana il suo ultimo spettacolo: il Misantropo di Molière.

il-misantropo
Cast eccezionale per un’interpretazione perfetta, il tutto accompagnato da musiche sempre pertinenti. Siamo parte della messa in scena e ci chiediamo anche noi: meglio vivere nell’ipocrisia o nella coerenza pagandone però il prezzo, ovvero l’esclusione dalla società?
La scenografia è essenziale e ben studiata, permette di capire lo stato d’animo dei personaggi fornendoci gli strumenti per approfondire l’introspezione psicologica e anche di passare tra un atto e l’altro in maniera fluida ed efficace.
Insomma lo spettacolo da non lasciarsi perdere di queste due settimane, è in scena fino al 27 novembre 2016.

Al Berto

comunicato stampa

“La ballata dell’essere umano” potrebbe essere il titolo di questo nuovo incontro tra Monica Conti e Molière, a conclusione di un ciclo di spettacoli (L’uomo la bestia e la virtù e Le Intellettuali) fondato sulla necessità di ripresentare testi classici passando attraverso il corpo dell’attore con allestimenti basati sull’energia e sulla dinamicità delle relazioni.
Un cast d’eccezione con Roberto Trifirò, che dopo aver interpretato negli scorsi anni il signor Paolino nel classico di Pirandello, e il poeta Trisottani ne Le Intellettualli, si misurerà con il personaggio di Alceste, accompagnato da Mauro Malinverno nel ruolo di Filinte, e Flaminia Cuzzoli nel ruolo di Célimène.
Il Misantropo è il proseguimento di un lavoro che non si basa sui fasti della messinscena, ma si concentra principalmente sul lavoro dell’attore in relazione ai temi del testo. Temi che in Molière, si possono ricondurre principalmente a una disperata – e allo stesso tempo comica, perché irraggiungibile – aspirazione all’armonia. Ne è un esempio il precedente lavoro su Le Intellettuali dove i personaggi sono considerati o rozzi o letterati, senza raggiungere mai un equilibrio tra le esigenze dello spirito e quelle del corpo.
Ne Il Misantropo invece o si decide di accettare il “Teatrino del Mondo”, accogliendone le ipocrisie e le stupidità, ma anche le calde relazioni umane; o si è fuori dai giochi, confinati a solitudine e autoemarginazione, in una ridicola e nevrotica rincorsa alla purezza. Per questo motivo Alceste non è un eroe tragico o romantico, ma tragicomico perché infelice, disorientato e violento. È uno spettatore passivo della vita, talmente scontento da rimanere immobilizzato a causa del suo avvilimento.

Assi portanti della ricerca registica e del lavoro attoriale sono l’indagine sugli stati d’animo -non in chiave psicologica ma tipologica-, le relazioni, le situazioni , i sotto-testi e la musica.
Già in Le Intellettuali musicalità e ritmo nei dialoghi hanno costituito materia d’indagine. Nel Misantropo prosegue questo lavoro, teso a dare rilievo al ritmo e al suono non come forme estetiche, ma come forme di espressione dell’inconscio.

di Molière
traduzione di Cesare Garboli
regia e adattamento di Monica Conti

con Roberto Trifirò, Stefano Braschi, Monica Conti, Flaminia Cuzzoli, Giuditta Mingucci,
Mauro Malinverno, Stefania Medri, Nicola Stravalaci, Antonio Giuseppe Peligra
scene Andrea Anselmini
costumi Roberta Vacchetta
light designer Cesare Agoni
assistente alla regia Carlotta Viscovo e Iacopo Angelini
assistente volontario Alice Bonvini
assistente alle scene Martina Napolitano
luci e suoni Rossano Siragusano
Foto Sonia Santagostino @onstagestudio
Produzione Elsinor Centro di produzione teatrale

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