Edipo Re e Edipo a Colono al Franco Parenti

 Edipo Re e Edipo a Colono
Edipo Re ed Edipo a Colono, due opere di Sofocle, due regie e un unico spettacolo in scena al Franco Parenti di Milano. 

Entrambe le opere evidenziano le grandi afflizioni che si abbattono sugli uomini e ci fanno porre le seguenti domande: perchè accadono certi avvenimenti, a chi si da la colpa, quali peccati abbiamo compiuti, perchè tanto odio e tanta sofferenza? Tutti questi interrogativi sono racchiusi in Edipo, che nonostante Sofocle abbia scritto ben oltre due millenni or sono, possiamo benissimo attualizzarlo: si pensi ai disastri in medio oriente, ai profughi che scappano per fame o dalla guerra, ma anche la paura che viviamo noi occidentali per il pericolo di attentati. Oggi come allora molta violenza è addebitata al volere degli “Dei”, assetati di sangue e vendetta, in nome di una giustizia giusta solo per chi la promuove.


Due le regie a confronto: in Edipo Re la regia è del giovane Andrea Baracco, scenografia semplice ma di grande impatto, al centro del palcoscenico una vasca di acqua dove i protagonisti provano a scollarsi di dosso la sfortuna e la maledizione che li perseguita, quasi fosse una fonte battesimale; in Edipo a Colono la regia è del maestro Galuco Mauri, scenografia minimal fatta da un insieme di cubi a formare un altare e una geniale comparsa in scena dei vari personaggi. Eccellente la prova di tutti gli attori che hanno trasmesso a valanga forti emozioni, attraverso tutta la loro abilità, fatta di voce e di gestualità.

Pinuccio La Vigna
Comunicato Stampa

23 novembre – 4 dicembre 2016

SALA GRANDE

PROGETTO EDITO | EDIPO RE – EDIPO A COLONO di Sofocle con Glauco Mauri, Roberto Sturno e con Ivan Alovisio, Elena Arvigo, Laura Garofoli, Mauro Mandolini, Roberto Manzi, Giuliano Scarpinato

regie

Edipo Re Andrea Baracco

Edipo a Colono Glauco Mauri

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta 

musiche Germano Mazzocchetti

produzione Compagnia Mauri Sturno e Fondazione Teatro della Toscana

La tragedia di Edipo s’inserisce nel cosiddetto “ciclo tebano”. In Edipo Re, rappresentato tra il 430 e il 420 a.C., Sofocle narra la vicenda di un giovane re, carismatico ed amato, che nel breve volgere di un solo giorno viene a conoscere l’orrenda verità del suo passato (senza saperlo, ha ucciso il proprio padre e ha generato figli con la propria madre) e per questo sceglie di accecarsi; mentre in Edipo a Colono, rappresentato postumo nel 401 a.C., racconta l’esilio volontario di Edipo e come egli, ormai vecchio e mendico, ottenga ospitalità, con le figlie Antigone e Ismene, dal re di Atene, Teseo, alla cui corte viene coinvolto suo malgrado nella tragedia delle lotte tra i propri discendenti (Eteocle e Polinice), trovando infine pace solo nella volontà degli dèi. A distanza di vent’anni, Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo. Con nuovi compagni di viaggio e in un nuovo spazio scenografico, la messa in scena è affidata a due diversi registi: il giovane Andrea Baracco per Edipo Re interpretato da Sturno, mentre Glauco Mauri riserva per sé la messa in scena e l’interpretazione di Edipo a Colono. Due generazioni a confronto, nel segno della collaborazione e della continuità, pensando al futuro del teatro.

Edipo Re e Edipo a Colono riflettono due diverse età della vita di Edipo, da re a vecchio mendico in cerca di ospitalità; sono due opere scritte in epoche diverse della vita di Sofocle ed è nell’accostamento di questi due grandi testi che poeticamente si esprime e compiutamente si racconta la storia di Edipo alla ricerca della verità. Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire. Edipo è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere ed è pronto a essere distrutto purché sia fatta luce. Solo nell’interrogarci comincia la dignità di essere uomini. E’ questo che Sofocle con la sua opera immortale dice a tutti noi.

Le due tragedie sono due capolavori per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano. 

 

 

 

Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro presente, questo è il nostro impegno e il nostro desiderio.

 Andrea Baracco, Glauco Mauri

Andrea Baracco 

Già al Parenti con Vita di Edoardo II di Inghilterra e Giulio Cesare di Shakespeare, unico spettacolo italiano invitato a Londra dal Globe Theatre per il festival Globe to Globe (2012) e vincitore del Certamen Almagro-Off (Spagna, 2012).

Si è diplomato in Regia alla Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico“ nel 2002.

Sviluppa la sua prassi registica confrontandosi con testi di autori classici e contemporanei, da Shakespeare (Troilo Sofocle a Pirandello, Dürrenmatt e Wallace (Lyndon, nelle stanze del Presidente, 2012). Con Interno Abbado, interpretato con Giandomenico Cupaiolo, di cui è anche autore, vince, nel 2008, il Martelive Teatro Tour. Quest’anno porterà in scena al Teatro Franco Parenti Madame Bovary, con Lucia Lavia.

 

Roberto Sturno.

Nato a Roma, entra giovanissimo nel mondo del teatro. Ha iniziato ricoprendo vari ruoli tecnici, esperienza che gli consente una approfondita conoscenza dell’organizzazione teatrale, prima di intraprendere la professione di attore. Ha lavorato con vari registi, da Benno Besson a Franco Enriquez, da Alessandro Fersen a Luca Ronconi, e, fra gli altri, con Aldo Trionfo, Egisto Marcucci, Mauro Bolognini, Guido De Monticelli, Franco Però, Marco Sciaccaluga, Nanni Garella. Nel 1981 fonda, assieme a Glauco Mauri, la Compagnia Glauco Mauri, divenuta poi Mauri – Sturno, Nella stagione 1994/95 è nel doppio ruolo di Edipo Re e di Polinice, accanto a Glauco Mauri, nello spettacolo Edipo Re – Edipo a Colono di Sofocle, con la regia dello stesso Mauri; nel cartellone dei teatri italiani per più di trecento repliche, fino a dicembre del 1996.  

 

Glauco Mauri

Mauri inizia i suoi studi come attore nel 1949 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica diretta da Silvio D’Amico .Dopo il diploma, lavora con importanti teatranti come Memo Benassi, Orazio Costa, Renzo Ricci, André Barsacq, Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Luigi Vannucchi, Valeria Moriconi, Emanuele Luzzati, Mario Scaccia, Lilla Brignone, Gianni Santuccio, Enrico Maria Salerno.Tra le su interpretazioni più significative, spiccano quella di Smerdjakovne I fratelli Karamazov di Dostoevskij, per la regia di André Barsacq, che già nel 1954 gli dà fama nazionale Per alcuni anni lavora con la Compagnia Proclemer-Albertazzi. Nel 1961 fonda con Valeria Moriconi, Franco Enriquez, Emanuele Luzzati (in seguito entrerà a farne parte anche Mario Scaccia) la “Compagnia dei Quattro”che sarà una formazione fondamentale per il teatro italiano. Nel 1981, con Roberto Sturno, fonda la Compagnia Mauri-Sturno con la quale propone un vasto repertorio di autori classici, Sofocle, Shakespeare, Moliere, Goethe, Cechov, Pirandello, Brecht ed autori contemporanei, fra cui Beckett, Muller, Mamet, Schmitt, Shaffer. Tra le tante messinscene in cui Mauri è protagonista, le più significative sono Rinoceronte di Eugène Ionesco, Edipo re di Sofocle, Re Lear, La bisbetica domata, Il mercante di Venezia, Tito Andronico, Riccardo II, La tempesta di William Shakespeare, Faust di Goethe, Don Giovanni diMolière, I demoni di Dostoevskij, Enrico IV di Pirandello, Volpone di Ben Jonson, Il bugiardo di Carlo Goldoni, Il canto del cigno di Anton Pavlovič Čechov
ORARI

lun riposo; mar, sab h 20.30; mer, ven h 19.45; gio h 21.00; dom h 16.00
INFO 

Tel : 02 59 99 52 06; biglietteria@teatrofrancoparenti.it; 

Fb : http://www.facebook.com/teatrofrancoparenti

Tw: http://www.twitter.com/teatrofparenti

Sito : http://www.teatrofrancoparenti.it 

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