Amorosi assassini facciamo finta di niente, dai… al teatro Libero

Amorosi assassini facciamo finta di niente, dai… uno spettacolo di e con Valeria Perdonò al Teatro Libero fino al 1 dicembre porta all’attenzione del pubblico il tema sempre attuale del femminicidio. Accompagnata da Marco Sforza al pianoforte, ci invita a riflettere e a conoscere i drammi di molte, troppe donne.

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Drammi che tornando indietro nel tempo sembrano non avere un inizio e con uno sguardo al futuro sembrano non avere una fine. Una riflessione sulla società antica e quella attuale, uno spettacolo di denuncia ma anche un invito al cambiamento. Trovate sceniche interessanti con alternanza di canzoni, musiche e recitato rendono questo spettacolo molto piacevole, seppur crudo, la buona alchimia dei due attori e la bravura della Perdonò fanno di Amorosi assassini uno spettacolo da non perdere.

Al Berto

28 novembre – 1 dicembre 2016 | Compagnia Ospite
di e con Valeria Perdonò
al pianoforte Marco Sforza
Art Director Federica Restani
Produzione ARS CREAZIONE E SPETTACOLO

Partecipazioni a “Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna” , V-Day 2012 al Teatro Quirino di Roma leggendo “I monologhi della vagina” con Lella Costa e nel novembre 2015 “Ferite a morte”, reading al Teatro Ariston di Mantova presentato da Serena Dandini. Lo spettacolo nasce dall’incontro folgorante dell’attrice e autrice Valeria Perdonò con l’omonimo saggio “Amorosi Assassini” (Edito da Laterza nel 2006), che raccoglie le testimonianze di 13 giornaliste e scrittrici su casi di femminicidio avvenuti in quello stesso anno. “Da quando mi è capitato per caso questo libro tra le mani – scrive la Perdonò -, non ho più smesso di leggere, scrivere, recitare, parlare della questione “femmina“. Cercare di non fare finta di niente insomma. Purtroppo il tema della violenza sulle donne diventa, ogni giorno di più, protagonista delle nostre vite e delle più crudeli vicende di cronaca. Ma non perché prima non ci fossero così tanti episodi come negli ultimi anni, solo perché finalmente se ne parla.” A monte, la richiesta del Telefono Rosa di Mantova di dar voce alla questione, portandola a teatro. Ed ecco che una donna decide di parlare della violenza sulle donne con poesia e attenzione documentale, citazioni semiserie e affondi nella cronaca, ballate, considerazioni sociologiche e sottile e arguta ironia. Lo fa duettando con un uomo, al pianoforte, e col pubblico, a cui viene chiesto l’onere dell’ascolto di contro all’omertà di mariti, compagni o ex amanti, che uccidono e a famiglie, che spesso nascondono e sotterrano nel silenzio. A fare da fil rouge, la storia di Francesca Baleani, il solo caso di donna scampata all’assassinio, scelta anche perla sua provenienza da un ambiente sociale benestante e culturalmente elevato, di contro al cliché che vorrebbe la violenza sulle donne appannaggio esclusivo di sfere economico-sociali basse o marginali. Insomma un viaggio a cuore aperto per cercare di ragionare insieme sull’argomento e di trovare una chiave… o, almeno, di non lasciar che la cosa scivoli via come se niente fosse.

TEATRO LIBERO – via Savona, 10 – 20144

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