Miseria & Nobiltà al teatro Sala Fontana

Miseria e Nobiltà al Teatro Sala Fontana è una commedia all’italiana molto divertente e colorata, in scena fino al prossimo ventinove gennaio.

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Due famiglie ridotte al lastrico costrette a dividere un bilocale aprono lo spettacolo nel bel mezzo di un litigio. Il calore e la parlata napoletana aggiungono colore all’accesa conversazione. Si litiga per fame, lo si capisce subito, cinque mesi arretrati di affitto e l’impossibilità di trovare alcunché da impegnare per pagare i debiti, o anche solo per poter mangiare. La possibilità di riscatto, o quantomeno di metter qualcosa sotto ai denti, arriva dall’ingaggio per inscenare una farsa e far credere a un nuovo arricchito di avere il benestare di una famiglia nobile per le nozze del figlio. Le due famiglie riusciranno nell’intento fingendosi dei nobili, tra sketch esilaranti e colpi di scena, un lieto fine e tanto al quale pensare. Miseria e Nobiltà è uno spettacolo bellissimo recitato egregiamente, con una regia è una sceneggiatura impeccabile. Insomma non bisogna assolutamente lasciarselo scappare.

Al Berto

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17-29 GENNAIO 2017 al Teatro sala Fontana
MISERIA & NOBILTÁ
dal testo di Eduardo Scarpetta
regia Michele Sinisi
scritto con Francesco M. Asselta
con Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D’addario, Gianluca delle Fontane, Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi
scene Federico Biancalani
direzione tecnica Rossano Siragusano
costumi GdF Studio
Assistente ai costumi  Arman Avetikyan
Aiuto regia Domenico Ingenito, Roberta Rosignoli
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale

Miseria&Nobiltà spettacolo finalista premio Hystrio Twister 2016

Michele Sinisi premio ANCT – premio della critica 2016

Dopo il successo dello scorso anno e in partenza per una lunga tournée in tutta Italia, torna al Teatro Sala Fontana Miseria&Nobiltà, tratto dal testo di Eduardo Scarpetta. Reso celebre dal film del ‘54 di Mattioli con Totò, Miseria&Nobiltà è uno dei classici della tradizione napoletana e italiana. Reinterpretando nuovamente un vero e proprio mito della modernità, Michele Sinisi ci racconta una storia tipicamente italiana, capace di essere attuale e autentica sia dentro che fuori la scena. La storia, ormai nota, è quella di un povero squattrinato che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia: Lo scrivano Felice Sciosciammocca e il suo amico Pasquale sono due poveracci che vivono alla giornata. Senza uno spicciolo in tasca e affamati, i due amici e le loro famiglie vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio perché si fingano suoi nobili parenti presso la casa del futuro suocero, un cuoco arricchito,  con lo scopo strappare il consenso al matrimonio. Colpi di scena ed equivoci renderanno le cose più complicate e nulla andrà secondo i piani.
Nella messa in scena di Sinisi, la farsa di Scarpetta si libera dalla parlata napoletana e con l’uso di diversi dialetti gioca a rappresentare realtà e finzione facendo leva sulle suggestioni evocate da questo testo. La scena volutamente scarna e cupa della prima parte con i suoi personaggi in tuta, magliette usurate e leggins, lascia spazio alla sorpresa dell’allestimento del secondo tempo, pensato dallo scenografo Federico Biancalani con sfarzo solo apparente, dove un lampadario a prima vista sontuoso si rivela poi fatto di cucchiai e mestoli.
Come una canzone pop il cui ritornello potrebbe essere ripetuto all’unisono da tutta la platea, i dialoghi e le scene di Miseria&Nobiltà sono un vero e proprio collante sociale, la ripetizione di un rito collettivo che unisce e diverte. Questo avviene senza dimenticare il lascito del cinema e la potenza espressiva che questo veicola, il grande schermo bianco che compare in scena ne è la prova più efficace. Si aderisce all’originale sì, ma tradendolo continuamente, in un gioco continuo di partiture teatrali.
Miseria& Nobiltà ritorna a quel testo del 1888 solo riscoprendosi rito nell’oggi con una straordinaria squadra di attori che s’impossessano della scena. Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battura della storia “Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.” Miseria & Nobiltà del mestiere del vivere recitando.

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